Giuseppe De Santis nasce a Fondi, in Ciociaria, l’11 febbraio 1917. Le sue prime ambizioni, emigrato giovanissimo a Roma, sono letterarie. Dopo una fuggevole esperienza di sceneggiatore (Don Pasquale, 1940, di Camillo Mastrocinque), il suo apprendistato cinematografico si svolge fra il 1941 e il 1943. Battagliero critico del quindicinale Cinema, (vecchia serie), ex aiuto di Luchino Visconti in Ossessione (1942), frequenta i corsi del Centro sperimentale. Teoria e pratica hanno dunque agio di verificarsi reciprocamente nell’attività iniziale di De Santis, che intanto entra in contatto con l’organizzazione clandestina del partito comunista, nel quale poi militerà ininterrottamente.
Partecipe della resistenza romana, nell’immediato dopoguerra De Santis si trova (come sceneggiatore e aiuto-regista) accanto ad Aldo Vergano per Il sole sorge ancora (1946), film prodotto dall’ANPI, celebrazione non rituale della recente lotta liberatrice. Nel 1947, l’esordio pieno di regista con Caccia tragica, che sviluppa in ambiente postbellico il filone resistenziale. Vi si scorgono già gli elementi distintivi d’una maniera di far cinema che, nella corrente allora vasta del neorealismo, tende ad assumere caratteri suoi propri: vocazione epico-didattica, impianto corale, attenzione al mondo contadino, nettezza dei contrasti di classe, morali e psicologici; non ultima, una vena erotica che avrà rigogliosa espansione in Riso amaro (1949). Costruìto come un romanzo popolare, Riso amaro suscita riserve e diffidenze anche a sinistra, ma è confortato da enorme affluenza di pubblico. Sulla stessa linea di Riso amaro si colloca il successivo Non c’è pace tra gli ulivi (1950), che De Santis gira nelle campagne del basso Lazio: si tratta, in certa misura, di un ripiego, avendo il regista coltivato un progetto dì pìù ampio respiro, sull’occupazione delle terre da parte dei contadini poveri (Noi che facciamo crescere il grano), frustrato da difficoltà produttive e ostilità dei governanti del tempo. Con Roma ore 11 (1951) dal quadro rurale ci si sposta a quello urbano: un clamoroso fatto di cronaca (il crollo di una scala su cui si affollavano centinaia di ragazze in cerca di modesto impiego) fornisce la materia prima, elaborata poi in una serie di ritratti femminili, organicamente connessi al tema centrale, che è la disoccupazione. Dopo Riso amaro, è il maggior successo, anche internazionale, dell’autore. Un marito per Anna Zaccheo (1953) e Giorni d’amore (1954) testimoniano pure la sensibilità di De Santis per la condizione della donna, mentre Uomini e lupi (1956) si sforza di creare una corrispondenza tra conflitti naturali e sociali. Se vorrà cimentarsi, in seguito, con argomenti più scottanti, il regista dovrà temporaneamente emigrare: in Iugoslavia, per La strada lunga un anno (1958), ispirata agli ‘scioperi a rovescio’; più tardi in URSS, per Italiani brava gente (1964), che illumina l’umano, giusto retroscena di una guerra ingiusta. Gli altrì film realizzati in patria dal cineasta – La garçonnière (1960), Un apprezzato professionista di sicuro avvenire (1972) -sono frutto di dignitosi compromessi. (Da “Il cinema grande storia Illustrata” Vol.3, De Agostini 1981). Torna alla regia nel 1995 con “Oggi è un altro giorno”; nel 1997 muore per un attacco di cuore.
Critica
De Santis unisce a un istinto cinematografico di prim’ordine una profonda sapienza registica. In Caccia tragica (1947), Riso amaro (1949), Non c’è pace tra gli ulivi (1950) trasfonde le sue curiosità per un mondo rurale, teatro di conflitti e tensioni raffigurati nella caratterizzante chiave di un’aggiornata e sofisticata narrativa d’appendice, intrisa di contenuti democratici. Riso amaro segna l’esplosione di una bomba erotica nel cinema italiano, Silvana Mangano, nella cui scia un drappello di bellezze floride e prorompenti, definite maggiorate fisiche’ in virtù dei propri attributi, scalzerà il dominio delle dive sopravvissute ai trambusti bellici.
Filmografia
1940 – Don Pasquale (solo co-sc.)
1942 – Ossessione (solo co-sc. e . regia)
1945 – Giorni di gloria (. regia)
1946 – Il sole sorge ancora (solo co-sc. e . regia)
1947 – Caccia tragica
1949 – Riso amaro
1950 – Non c’è pace tra gli ulivi
1951 – Roma ore 11
1953 – Un marito per Anna Zaccheo
1954 – Giorni d’amore
1956 – Uomini e lupi
1958 – La strada lunga un anno
1960 – La garponnière
1964 – Italiani brava gente
1972 – Un apprezzato professionista di sicuro avvenire
1995 – Oggi è un altro giorno
Premi
1947-48: Nastro d’argento ex aequo per la migliore regia (Caccia tragica)
1948: Festival di Karlovy Vary: menzione speciale (Caccia tragica)
1951: Festival di Kar-lovy Varv: menzione speciale (Non c’è pace tra gli ulivi)
1995: Leone d’oro per la carriera alla Mostra del cinema di Venezia
(“per gentile concessione di Thinkquest”)

Associazione Giuseppe De Santis
