Fu poeta, narratore e critico d’arte. Le sue prime liriche furono accolte, nel 1931, da Angioletti su “l’Italia letteraria”; ma la sua vocazione di poeta si confermò sotto gli auspici di Ungaretti che, nel 1934, sui “Quaderni di Novissima” gli pubblica “Solstizio” dopo avergli scritto:”C’è nella Sua poesia qualcosa che tormenta nello stesso tempo che trasfigura, espresso nei suoi momenti, come non ho sentito ancora da altri”.



