Chiesa di San Martino

1824

Le strutture rinvenute durante il recente restauro della chiesa medievale di San Martino, risalente al XIII sec., costituiscono il peristilio di una domus situata nel settore orientale del centro storico. I lacerti di un mosaico pavimentale a minute tessere nere con inserimento di scaglie marmoree policrome riquadrato da due fasce bianche intervallate da una nera risalgono all’età tardo repubblicana (tra la metà e la fine del I sec. a.C.). In età imperiale il livello pavimentale venne rialzato per ospitare un peristilio di quattro corridoi porticati intorno ad una zona centrale scoperta, in cui successivamente fu aggiunta una vasca di fontana. All’interno degli ambienti è stato rinvenuto un accurato sistema idraulico di canalette di adduzione o di deflusso delle acque. È probabile che il peristilio abbia avuto continuità di vita dall’età augustea fino al III secolo d.C. Tra i materiali raccolti ci sono frammenti di un capitello corinzio, un’antefissa fittile a testa di Gorgone relativa alla decorazione del tetto, una porzione di statua femminile in marmo lunese, una colonnina in marmo sormontata da un vaso da cui fuoriusciva l’acqua della fontana, il frammento di un’iscrizione, vetri e pedine lenticolari, una bianca e una nera, usate in età romana in diversi giochi da tavolo.

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