Museo Civico

museoIl museo si articola in due sezioni: quella epigrafica romana e quella medievale e moderna. All’interno possiamo trovare materiale archeologico di vario genere come frammenti architettonici, epigrafi, colonne miliari, urnette funebri, rilievi appartenenti a sepolcri monumentali e tanto altro. Gioiello del museo è però il raffinato rilievo in alabastro di Domenico Gagini, raffigurante la “Madonna col bambino” (sec. XV). Numerosi sono infatti i reperti di interesse storico ed artistico rinvenuti nel suolo di Fondi in diverse occasioni. Nei lavori eseguiti per la fognatura della città, nel 1937, oltre alla scoperta di alcuni tratti del basolato delle strade dell’antica città, sono stati estratti: un busto colossale notevolissimo di Augusto, dai tratti fortemente idealizzati, un ritratto virile che si dubita possa essere di Giulio Cesare, una statuetta di fanciulla romana in veste di Diana, alcuni torsi virili, una testa di caprone, qualche altro marmo (un’ara circolare, un puteale marmoreo, un’urna cineraria), e un certo numero di blocchi architettonici (della lunghezza complessiva di più che 10 metri) appartenenti a un epistilio marmoreo monumentale, adorni di un fine fregio con fiori d’acanto e palmette unite da girali. Nell’estate 1952 fuori della cinta urbana, nei lavori di fondazione in una casa in via degli Ausoni, fu trovata la statua di un vistimarius stante, di cui il volto, quasi integro, conserva la freschezza originaria. Anche questa scultura è stata collocata, dopo il restauro, nei locali del Museo Civico.

Piazza Matteotti – Ingresso Viale Regina Margherita – Tel. 0771503575
Orario di apertura: Lunedì – Martedì – Giovedì – Venerdì
Sabato e Domenica ore 9.30 – 12.30 / 17.00 – 20.00

Statua acefala

Statua acefala di personaggio togato, col braccio destro avvolto nella toga e la mano destra che tiene il balteus. Di pietra calcarea locale e grandezza naturale. Rappresenta probabilmente un dignitario locale.

Statua femminile in trono

Realizzata in marmo bianco. Poggia i piedi su uno sgabello ed accavalla le gambe. Il trono ha gambe modanate e sponde decorate con motivo solare a raggi. Indossa un lungo chitone ed un himation ampio e leggero, che probabilmente copriva anche il capo. Lo schema generale e la posizione delle braccia corrispondono al tipo della Pudicitia, che ebbe fortuna nell’arte funeraria romana tra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C. In più, le gambe accavallate presuppongono l’importante esempio della Tyche di Antiochia, di cui però l’esemplare fondano non ha la torsione del busto, essendo caratterizzata invece da una rigida frontalità.

Il Sarcofago

Sarcofago marmoreo strigilato, di epoca protocostantiniana (312-325 d.C.). Il sarcofago, solcato dalle caratteristiche strigilature che ne movimentano la superficie, presenta ai due lati una tipica immagine dell’iconografia cristiana, ma di origine pagana: il “Buon Pastore” con pecorella sulle spalle. La scena centrale ospita un “Orante”, con le bracci alzate in segno di preghiera, affiancato da due Apostoli o Santi. La lastra di alzato è decorata con scene pastorali, che racchiudono un riquadro centrale solitamente destinato a contenere il nome del defunto. Il monumento è una delle poche testimonianze che abbiamo delle comunità cristiane di Fondi nella tarda antichità, e conferma l’importanza della presenza cristiana nel territorio fondano, che fu di lunga tradizione e ben radicata.

Rilievo funerario

Rilievo funerario del tipo “A finsetra” con busti. Ritratto ed iscizione di liberti della gens Verria. Prima età augustea. Proviene dalla località Cocuruzzo o Cucuruzzo.

Lastra marmorea

Lastra marmorea con iscrizione funeraria. Età imperiale. Il testo si riferisce a una copia di liberti (Freedman) della gens Verria e il loro figlio.

Anfora

Anfora di tipo Dressell, destinata al trasporto di vino. Nel territorio fondano erano presenti alcuni atelier per la produzione di anfore, destinate al trasporto dei famosi vini locali. II-Isec. a.C.

Ara funeraria

Ara funeraria con epigrafe. Ai lati sono rappresentati gli strumenti del servizio funebre: patera ed urceus. Pietra calcarea locale. Prima età imperiale.

Resti di Architrave

Una parte del grande architrave rinvenuto in Via Manzoni nel 1935, diviso in otto blocchi e lungo complessivamente 17 metri. Di marmo lunense, decorato con un fregio di foglie di acanto riunite da volte, apparteneva probabilmente al macellum, edificio pubblico nato grazie a due iscrizioni. I sec. d.C.

Erma

Erma barbata con triplice corona di riccioli e barba ondulata. Forse era parte di un sostegno. si rifà al tipo dell’Hermes Propylaios di Alkamenes.

Libri, CD, DVD, software, videogiochi, giocattoli, orologi e tanto altro

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