Santuario di Santa Maria in Piazza

smariafuoritrisNel centro del paese si eleva su un’ampia gradinata la chiesa rinascimentale di S. Maria Assunta (S. Maria in Platea o in Piazza) ricostruita nel 1490 da Onorato II e consacrata nel 1508 dal vescovo Nicola Pellegrino, già arciprete della stessa, come da iscrizione sulla porta della sagrestia. Ha facciata a cortina di pietra, di travertino, con tre portali, dei quali il mediano, più grande (m. 3 X 4,60), con ricche candeliere e stemmi dei Caetani; al disopra di esso, una lunetta contenente il gruppo marmoreo della Vergine col Bambino in trono, S. Caterina d’Alessandria e il committente genuflesso orante. La facciata è fiancheggiata a sinistra dalla torre campanaria, con la base aperta a fornice (sottopassaggio) in arco acuto secondo la tradizione laziale; il primo piano intermedio dotato di bifore trilobate e cella munita di graziosissime bifore gotiche, le une e le altre con colonnine tortili, basette e capitelli ad apici accartocciati e cuspide piramidale su dado ottagono. L’interno è a croce latina e a tre navate divise da pilastri quadrati, con archi dissimili tra loro, e tre absidi poligonali. Agli ultimi pilastri sono appoggiati due amboni di finissimo marmo bianco in forme rinascimentali, con gli stemmi dei Caetani (tre per ambone). Nel transetto sinistro, entro arcata, grazioso ciborio del 1491: figura di Gesù in rilievo tra gruppi di angeli; in fondo a quello destro, altra arcata simile, con altare dedicato alla Madonna del Cielo, del 1613.

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Tra i dipinti, è notevole un’Assunta di scuola napoletana nell’abside cinquecentesca, che lo Schultz giudicava di stile del Criscuolo, pittore gaetano (1507‑1584), del quale esistono il gran polittico nell’Annunziata di Gaeta e tele (1531) nell’ora­torio annesso. Da altri il quadro è attribuito a Pellegrino Pellegrini detto Tibaldi e anche Pellegrino il vecchio (1527-1596). Due altri trittici conserva la chiesa, nella navata sinistra, che lo Zeri dice eseguiti dallo stesso autore della Incoronazione della Vergine o di S. Lucia, nella chiesa di S. Lucia in Gaeta, cioè “Iohannes Cajetanus” o Giovanni da Gaeta.Nel Presepio, che si assegna al decennio 1460‑1470, “tra un San Marciano dalla mitria costellata di innumerevoli perline ed un San Michele Arcangelo in atto di debellare l’infernale dragone, il Bambino, nato da poco entro una grotta archiacuta, è adorato dalla Vergine e da San Giuseppe, mentre nel fondo due pastori si volgono all’annuncio che dall’alto recano loro tre angeli”. Nella Pietà, donatore, angeli e simboli della passione. Sul primo altare a destra, poi, trittico ad olio su tavola, in bella cona intagliata a fiorami e dipinta d’oro a fondo azzurro, dedicato da Albino Saratta di Fondi nel 1569: raffigura l’Eterno tra S. Giacomo e S. Giovanni Evangelista; nella cimasa, a lunetta, la Vergine col Bambino tra S. Onorato e S. Sebastiano; nella predella, Dottori della Chiesa. È firmato “Gabriel Feltrensis”.

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