
Venerdì 20 Dicembre alle 18 presso la chiesa di san Giovanni Gerosolimitano, la Nuova Compagnia di Teatro Popolare ricorda il decano del teatro cittadino, Nino Canale. Un omaggio dovuto a chi dagli anni ’50 ha calcato le tavole del palcoscenico tra consensi e successi. Nino Canale è scomparso la sera del 24 dicembre 2016 e la Compagnia che porta il suo nome lo celebra con filmati e testimonianze.
“Non si può non ricordarlo. Era troppo simpatico e coinvolgente. E aggiungiamo gentile, predisposto verso gli altri e verso ogni iniziativa sociale e culturale. Non è retorica questa, ma il giusto riconoscimento per una persona speciale. Un tributo dovuto a colui che ha animato il Teatro fondano per oltre sessantanni. Nino Canale era un sarto apprezzato, dalle qualità artigiane riconosciute oltre provincia. Ma l’arte del canto, della recitazione le portava dentro, si entusiasmava soprattutto quando vedeva esibirsi gli altri e incoraggiava tutti. Con lui hanno recitato centinaia e centinaia di attori, attrici, comparse fondane, spesso alle prime armi ma che lui sapeva modellare insegnando, con passione e pazienza, l’amore per il teatro.
Dopo le sue apprezzate apparizioni negli anni ’50 in musical e riviste, si dedicò al canto formando anche gruppi musicali, ricordiamo ‘Nino e i 4 assi’ e ‘Antonino’ assieme ad Antonio Sepe che poi diventerà sindaco e leader della Dc fondana. Nino riprese a recitare sposando il filone del teatro popolare nel 1983 con ‘La canuscenza’ e da allora non ha più smesso, mietendo successi ogni anno con commedie comiche e più impegnate. Teatro al chiuso e all’aperto, ricordevoli le sue esibizioni all’Estate all’Olmo e nelle diverse tournée estive comprensoriali. Un ritmo sfrenato il suo, incalzante nonostante l’età. Era stanco Nino ma nulla poteva allontanarlo dal palco. La sua ultima interpretazione ‘Na bona badante’ resterà negli archivi storici del teatro cittadino.
Ha interpretato il suo personaggio con professionalità, con garbo, con espressività, tutte doti che gli si addicevano. Stupiva per il suo spirito di eterno giovanotto, scherzava, sapeva farlo con signorilità, mai una parola fuori posto, era un signore che recitava nella vita senza copione. Per questo ognuno lo rimpiange e lo sente accanto. La sua Compagnia teatrale è rimasta orfana del suo calore, oltre che della sua presenza gioviale e armoniosa.


