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Sono diversi gli elementi che condizionano la vita della piccola Edhel. Un problema fisico innanzitutto, è nata con una malformazione auricolare per cui le sue orecchie sono irrimediabilmente a punta. Un rapporto difficile con isuoi compagni di scuola e con gli altri ragazzi, dai quali si isola vittima di scherno e derisione. La mancanza di dialogo con la mamma, e la perdita del padre in tenera età. Unico sollievo è affidarsi a Caronte, il cavallo che il papà le ha insegnato a montare. A cambiarle la vita, però, sarà l’incontro con il bidello Silvano, che la convince a condividere con lui il fascino del Fantasy, e attribuisce – per quelle particolari orecchie – l’appartenenza della bimba alla mitica stirpe degli Elfi. Nel mondo della magia, la ragazzina assapora il piacere di sentirsi se stessa.

Premiato al Giffoni e al Los Angeles Film Awards, “Edhel” – film d’esordio del regista di Marco Renda – vola nei cieli di un mondo fantastico, ma nello stesso tempo affronta una delle realtà più dure e amare del nostro tempo, il bullismo, che condanna le persone più fragili e sensibili all’isolamento. Realizzato con un piccolo budget, girato in poche settimane, il lungometraggio è riuscito a convincere anche la critica più severa, che gli ha riconosciuto un suo valore. Edhel, però, non è solo un film che adolescenti e adulti dovrebbero vedere, e meditarci su, ma è l’opera che ha rivelato una giovanissima attrice di Fondi, Gaia Forte, oggi dodicenne.

Nei panni della piccola protagonista, con le sue buffe orecchie da elfo, Gaia/Edhel sembra avere captato una delle più grosse verità: accettarsi, con i propri limiti, è difficile ma amando le proprie differenze si diventa liberi. Il film sarà nelle sale italiane il prossimo 25 gennaio. “Vorrei che Edhel fosse un esempio da seguire – ci ha detto Gaia, che a Fondi frequenta la seconda media presso l’Istituto Comprensivo Amante -. E che tutti, a partire dai più piccoli, capissero che non bisogna nascondersi, che non si può vivere alla ricerca della perfezione. È l’imperfezione a renderci unici!”