
Il Comune di Fondi e ATCL, Circuito Multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, presentano la Stagione 2025/2026 che, in questa occasione, coincide con l’inaugurazione del nuovo teatro.
“Accolgo con grande soddisfazione la notizia dell’inaugurazione del nuovo Teatro Comunale di Fondi, finalmente completato grazie al decisivo finanziamento della Regione Lazio e al contributo condiviso della comunità fondana. In qualità di rappresentante istituzionale di questo territorio – prima come consigliere regionale, oggi come senatore della Repubblica – ho avuto l’onore di sostenere in modo concreto un progetto fortemente voluto e che oggi diventa realtà” afferma il Senatore Claudio Fazzone. “L’apertura di un nuovo teatro, soprattutto in un’epoca complessa come quella attuale, rappresenta un segnale forte di fiducia nel potere della cultura. Il teatro è un bene comune, un punto di incontro e di crescita per le nuove generazioni, un motore di identità e di coesione civile. È un presidio vivo e vitale che, da un lato, valorizza il patrimonio teatrale italiano accogliendo artisti di diverse generazioni e sensibilità; dall’altro, favorisce la crescita del pubblico, stimola la partecipazione attiva e rafforza i legami identitari delle comunità. Con la sua apertura, la città di Fondi si arricchisce di un luogo capace di custodire e diffondere cultura, innovazione e partecipazione. Rivolgo un sentito ringraziamento all’Amministrazione comunale, agli operatori culturali, ai tecnici e a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato. La cultura è un investimento, non una spesa: ogni contributo destinato a essa produce ricchezza, inclusione e speranza. Il mio impegno, come rappresentante delle istituzioni, sarà sempre quello di sostenere la crescita culturale di Fondi e dell’intero territorio pontino, consapevole che solo attraverso la cultura possiamo costruire comunità più forti, più libere e più unite.”
“Il teatro di Fondi è stato studiato anche come spazio adatto alla rappresentazione e produzione di spettacoli multimediali. L’edificio si ispira alle forme della natura e cerca in tal modo di creare un rapporto di consonanza con lo scenario che gli fa da sfondo. In pianta è ben riconoscibile la suddivisione funzionale in tre nuclei distinti ma strettamente connessi: la sala, il palcoscenico con i suoi servizi e il foyer che serve anche da ingresso. Se il palcoscenico, come è consueto nei teatri, è il volume più alto, la sala, racchiusa in una forma a ferro di cavallo è, per la sua posizione centrale, il corpo di fabbrica dominante intorno al quale si collocano tutte le funzioni di servizio. Particolare valore è stato dato all’ingresso-foyer. La sua superficie consente una utilizzazione come spazio espositivo aumentando la vivibilità e dando il giusto rilievo allo spettacolo che gli spettatori offrono a se stessi con il loro andirivieni durante gli intervalli. La forma della sala è stata studiata per ottenere una buona acustica e un’ottima visibilità sia in platea che in galleria e per offrire durante gli intervalli un gradevole effetto di sobria eleganza. Il palcoscenico ha dimensioni appropriate sia al teatro di prosa che al teatro lirico ed è inserito in un involucro a pianta rettangolare per raccordarsi con il contesto circostante. Il rapporto fra i tre elementi funzionali del teatro, il foyer, la sala e la scena, è stato accuratamente studiato dal punto di vista proporzionale per creare, da qualunque punto di vista, un insieme armonioso. Lo spazio antistante e lateralmente al teatro è stato creato per funzioni pluriuso. Il teatro di Fondi è attrezzato per ospitare vari tipi di spettacoli tradizionali o multimediali (Prosa, Rivista, Opera Lirica e Operetta, Cinema, Concerti di Musica Classica e Leggera, Registrazioni di Software e Trasmissioni Televisive). La sala è composta da una platea con n. 350 posti a sedere e lo spazio per n.6 posti per disabili su carrozzina, inoltre, sotto al pavimento in parquet è stato previsto la posa in opera di cavi per un sistema di amplificazione ad induzione magnetica (hearing loop). L’apparecchio acustico e l’impianto cocleare sono e saranno nel prossimo futuro i dispositivi più importanti per correggere i problemi uditivi. I due ordini di palchi più le due gallerie contengono n.248 posti a sedere” dichiarano gli architetti Paolo Portoghesi e Maurizio Mastroianni, progettisti del teatro.
“Accogliere l’inaugurazione del nuovo Teatro Comunale di Fondi significa celebrare non solo un traguardo significativo per questa città, ma soprattutto un atto di fiducia nella cultura come motore di sviluppo e coesione. Fondi, con la sua storia millenaria e il prestigio del Ducato che ne ha segnato l’identità, si conferma oggi centro culturale vivo e strategico per l’intera Regione Lazio. Questa inaugurazione si inserisce in una più ampia visione che riguarda tutta la Provincia di Latina, protagonista di una sfida culturale e turistica di grande rilievo. Questo territorio è un mosaico di bellezza, storia e potenzialità: dall’Appia Regina Viarum recentemente riconosciuta Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, alla promozione delle Città di Fondazione, con il loro straordinario patrimonio architettonico, proprio del razionalismo; dalla valorizzazione dei Cammini spirituali attorno alle abbazie di Fossanova e Valvisciolo, alle testimonianze dell’antica Roma, di cui è disseminato il Basso Lazio; fino all’importanza strategica di asset naturalistici, come i monti e il vicino litorale. Il teatro, in questo contesto, è molto più di un edificio: è presidio culturale, luogo di incontro, spazio di crescita per le nuove generazioni. È il simbolo di una comunità che investe nel futuro, che crede nella forza dell’arte e nella sua capacità di generare lavoro, identità, partecipazione. La Regione Lazio ha investito in questa struttura, e ha creduto fortemente in un progetto teso a rafforzare sempre di più lo status di Fondi come città d’arte, sostenendolo con convinzione, e continuerà a farlo per tutte le realtà che, come questa città, scelgono la creatività e la conoscenza come chiave di sviluppo. Ringrazio l’Amministrazione Comunale, gli operatori culturali e tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato. La cultura è un investimento, e ogni teatro che si apre è una porta che si spalanca sul futuro. Fondi oggi è più forte, più libera, più unita. E noi siamo orgogliosi di esserle accanto”, dichiara l’Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio Civile, Simona Baldassare.
“Il teatro rappresenta uno dei pilastri della vita culturale di una comunità. Benché, grazie anche all’associazionismo locale, la nostra città viva un forte fermento creativo e interpretativo da parte di autori e attori, ho sempre riconosciuto la necessità e l’importanza di creare a Fondi un luogo in cui le potenzialità dell’arte teatrale potessero trovare massima espressione. Ne ero fermamente convinto da assessore alla Cultura e al Turismo e lo sono oggi da sindaco. Per me è stato un grandissimo onore assistere alla fondazione, alla crescita e al completamento di un progetto che darà un impulso senza precedenti alla vita culturale cittadina. Un forte, sincero e doveroso ringraziamento va al senatore Claudio Fazzone che, per primo, ha immaginato questa imponente opera e che, più di ogni altro è riuscito, anno dopo anno, a intercettare risorse necessarie e indispensabili. Con l’auspicio che questa magnifica struttura doni un’era di prosperità culturale e artistica alla nostra città, do il benvenuto al nuovo teatro comunale: un’opera che, sono certo, attrarrà turisti e artisti arricchendo le coscienze di tutti coloro che vorranno viverla partecipando a spettacoli e grandi rappresentazioni”, dichiara il Sindaco di Fondi, Dott. Beniamino Maschietto.
“L’apertura del nuovo Teatro Comunale di Fondi segna un momento importante non solo per la città, ma per l’intero sistema culturale del Lazio. Come ATCL, da sempre impegnati nella promozione della cultura teatrale sul territorio regionale, accogliamo con entusiasmo questa nuova “casa della cultura”, uno spazio che siamo orgogliosi di contribuire ad animare con una stagione teatrale pensata per essere inclusiva, contemporanea e aperta al dialogo tra linguaggi, generazioni e territori.
Il teatro è molto più di un edificio: è una promessa di incontro. È un luogo in cui le comunità si riconoscono e si interrogano, dove si costruiscono visioni condivise e si coltiva l’immaginazione collettiva. Per questo, la programmazione che presentiamo a Fondi vuole essere un invito a vivere il teatro non come semplici spettatori, ma come cittadini attivi e partecipi, in un tempo che ha sempre più bisogno di ascolto, empatia e visione.
Il Teatro di Fondi entra a far parte della rete regionale di spazi culturali che, grazie al sostegno della Regione Lazio e alla collaborazione delle amministrazioni comunali, si pongono l’obiettivo di garantire un’offerta culturale di qualità, accessibile e diffusa. Il nostro impegno sarà quello di accompagnare la crescita di questo teatro nel tempo, attraverso una progettualità condivisa e radicata nel territorio, ma con lo sguardo sempre rivolto verso l’innovazione. Un sentito ringraziamento va all’Amministrazione comunale, alla Regione Lazio e a tutte le professionalità coinvolte in questo importante traguardo. E un ringraziamento speciale va al pubblico che da oggi abiterà questo spazio: che sia un luogo da vivere, da scoprire e da amare”, dichiarano Luca Fornari, Amministratore Delegato ATCL e Isabella di Cola, Direttrice Artistica ATCL.
Il Teatro Città di Fondi verrà inaugurato sabato 25 ottobre alle ore 21.00 e domenica 26 ottobre ore 18.00, con I Tre Moschettieri – Opera Pop, con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, Sea John, Cristian Mini, Camilla Rinaldi, Beatrice Blaskovic, Roberto Rossetti e Gabriele Beddoni e con I ragazzi della Peparini Academy/Special Class, regia e direzione artistica Giuliano Peparini, coreografie Veronica Peparini e Andreas Müller, testi Alessandro Di Zio, musiche Giò Di Tonno.
L’adattamento di Peparini parte da una scena di fabbrica, grigia e spersonalizzante, per aprirsi magicamente in un mondo epico e romantico. Il viaggio nel romanzo di Alexandre Dumas prende vita attraverso uno stile registico audace, momenti corali dal grande impatto emotivo e coreografie, curate da Veronica Peparini e Andreas Müller, che trasformano ogni duello in una danza d’azione teatrale grazie alla presenza dei performer della Peparini Academy. A guidare il pubblico nel cuore dell’avventura, un trio che ha già fatto la storia del musical italiano: Giò Di Tonno (Athos), Vittorio Matteucci (Porthos), Graziano Galatone (Aramis), affiancati da Sea John (D’Artagnan), Camilla Rinaldi (Milady), Beatrice Blaskovic (Costanza) e un cast giovane e talentuoso che dà corpo a un racconto ricco di passione, vendetta, amore e onore.
Con l’entrata in vigore delle leggi razziali italiane, nel 1938, si diffuse, tra gli ebrei, la pratica di intestare a dei prestanome fidati i propri beni, per poi rientrarne in possesso in tempi migliori. I coniugi Consalvi, Marcello e Immacolata, si ritrovano così intestatari dei beni del loro padrone, catturato e deportato lontano dall’Italia. L’azione si svolge a Roma nel 1956.
Lunedì 26 gennaio, alle ore 21.00, La Coscienza di Zeno, di Italo Svevo, con Alessandro Haber e con Alberto Fasoli, Valentina Violo, Stefano Scandaletti, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Caterina Benevoli, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo, regia Paolo Valerio. Capolavoro della letteratura del Novecento, romanzo antesignano di respiro potentemente europeo, ironico e di affascinante complessità, La coscienza di Zeno ha celebrato nel 2023 i cent’anni dalla pubblicazione.
La figura monumentale di Italo Svevo ed il suo straordinario romanzo psicanalitico rappresentano un momento di profondo, universale significato. La coscienza di Zeno, d’altra parte, possiede anche una propria vivace teatralità, per la sperimentazione di una scrittura innovativa e per il suo essere dominata dalla coinvolgente, complessa e attualissima figura di Zeno Cosini.
Anfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto. La trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia, Giove, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione, Alcmena, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo, il vero Anfitrione ignaro, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente.



