A pochi metri dalla spiaggia spunta un relitto romano: tratto di mare interdetto per proteggere la scoperta

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Il passato più remoto e affascinante riemerge improvvisamente dal fondale del litorale laziale, regalando una scoperta archeologica straordinaria. Nello specchio acqueo antistante il famoso “Lido Chalet”, in un tratto di costa laziale tra i più amati dai romani, è stato individuato un presumibile relitto di epoca romana. Un ritrovamento eccezionale che ha spinto la Capitaneria di Porto a blindare immediatamente l’intera area balneare per proteggerne l’inestimabile valore. Il litorale della provincia di Latina quindi si trasforma in uno scenario da romanzo d’avventura grazie a una scoperta che unisce il fascino dell’archeologia subacquea alla bellezza della costa laziale. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina ha immediatamente analizzato i rilievi tecnici, confermando che si tratta con ogni probabilità dei resti strutturali di una nave risalente all’epoca romana. La notizia ha subito suscitato grande stupore, poiché il reperto si trova incredibilmente vicino alla spiaggia frequentata dai bagnanti. Ciò che rende la scoperta ancor più emozionante e suggestiva è la collocazione esatta del reperto. Gli elementi strutturali in legno, parzialmente interrati nel fondale sabbioso, giacciono infatti a una profondità di appena un metro e a una distanza minima di circa dieci metri dalla linea di costa. Alcune parti del relitto risultano persino parzialmente esposte e visibili sopra il fondale, una vicinanza che rende il sito archeologico tanto affascinante quanto vulnerabile alle attività umane e al moto ondoso. Le coordinate geografiche GPS (sistema WGS84) tracciate dall’autorità marittima circoscrivono con precisione il punto del rinvenimento, compreso tra quattro vertici specifici che delimitano l’esatta porzione di mare in cui la nave romana ha riposato per secoli prima di tornare alla luce. Per garantire la massima sicurezza della navigazione, la tutela della pubblica incolumità e la salvaguardia del bene appena scoperto, il Capo del Circondario marittimo e Comandante del porto di Gaeta ha emesso con urgenza l’Ordinanza numero 28 del 14 maggio 2026. Il provvedimento, firmato digitalmente dal Comandante in seconda, il Capitano di Corvetta Nicola Pontillo, impone un’interdizione totale e temporanea dello specchio acqueo interessato dal ritrovamento. Fino a nuovo ordine, l’area è completamente sigillata per un raggio di cinquanta metri calcolati a partire dal punto centrale del rinvenimento, vietando qualunque attività che possa arrecare anche il minimo danneggiamento alla struttura millenaria. Il testo del provvedimento non lascia spazio a interpretazioni e stabilisce divieti rigorosi all’interno della zona di protezione di cinquanta metri. Nello specifico, è assolutamente vietata la balneazione, la navigazione e lo svolgimento di qualsiasi tipo di immersione subacquea. Inoltre, non è consentita la sosta o l’ancoraggio di qualsiasi tipologia di unità navale, così come rimangono vietate la pesca e ogni altra attività marittima che possa comportare la fruizione di quel tratto di mare. “Chiunque violerà queste disposizioni sarà punito severamente ai sensi degli articoli 1164, 1174 e 1231 del codice della navigazione, oltre che dall’articolo 53 del decreto legislativo 171/2005, subendo sanzioni e rispondendo civilmente e penalmente di eventuali danni” – specifica la nota. L’ordinanza prevede le precise deroghe per consentire la sicurezza e la prosecuzione degli studi sul sito. Sono infatti state avviate le attività di monitoraggio con i mezzi e al personale scientifico, impegnati nelle delicate operazioni di studio, tutela e vigilanza del neonato sito archeologico sommerso, che promette di svelare nuovi entusiasmanti dettagli sul passato romano della costa laziale.

Fonte: Canale 10 – Immagine: StileArte.it

Updated: 29 maggio 2026 — 21:49

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